WEIRD ABSURD OUTSIDE RAW ART

WEIRD ABSURD OUTSIDE RAW ART
DEGNO COME SONO DI UN NOME SBAGLIATO.

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DIMOSTRANDO QUANTO LA FORZA GUIDATA DA UNA SALDA ROBUSTA GIOVINEZZA ALTRO NON SIA IL MANIFESTARSI DI UNA TANGIBILE ED OSCURA DECREPITEZZA.

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DALL' ACCECAMENTO DEI SENSI SI MANIFESTA UNA MISTERIOSA IMMATERIALITA' IN GIORNI FUNESTI DOVE PROTAGONISTA E' IL TUO CORPO.

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NEL DUBBIO CHE CI ASSILLA PALESANDO IN NOI UN SENTIMENTO SGRADEVOLE E FLUTTUANTE.

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TUTTO CIO' SI PUO' RICONOSCERE DAL NERO INVASATO E CONTORTO DEI NOSTRI OCCHI SGRANATI E FERITI.

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DARDEGGIAVANO SGUARDI D'ODIO, DALLE PARETI STILLANTI E COPERTE D'UN MUSCO PALLIDO, OVE SOSTO GENUFLESSO CON OCCHI INVASI D'IRA.

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GEOMETRIE OSCURE E NECESSARIE ALLE SORTI DELLA MIA ESISTENZA, IN VASTI PAESAGGI RISCHIARATI DALLA LUCE DEL MATTINO, COL CORPO PROTESO IN AVANTI, FUSTIGATO DA FOSCHIE MATTUTINE E CREPUSCOLARI.

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INTENTE A GUARDARE DALLA FINESTRA AVVERTONO I SENSI PERCOSSI DA UNA LUCE OSTILE, OLTRE SIEPI OSCURATE DA NEBBIE PERENNI.

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URLA VANE E FUNESTE IN NOTTI REMOTE PUNTELLATE DA STELLE ROVENTI.

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PRONTO A COGLIERE ENIGMI IRRISOLTI, PERMANE IL RICORDO DELLE VIE DI PASSAGGIO, IN SENTIERI RISCHIARATI DALLA LUCE DOVE PERDERCI CI RICONGIUNGE AL NULLA CHE RICORDA IL TUO NOME.

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NESSUNO SPAZIO NEL NOSTRO FUTURO DI LANGUIDE ED ETERNE UMILIAZIONI.

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SONO STATI MORMORATI IN UN SOFFIO IMPERCETTIBILI BRUSII, A POCO A POCO ANDAVANO AFFIEVOLENDOSI, OCCULTATI DA COLTRI DI NUBI, IN VANA ATTESA, SOSTENENDO IL SUO SGUARDO FEROCE.

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TI ACCASCERAI A TERRA VOLGENDO UN ULTIMO SGUARDO AL CIELO MUTATO IN OSCURA VORAGINE.

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MOVIMENTO SEGRETO DELLE COSE E DEGLI ESSERI UMANI, ACCENTUA QUESTA MIA DISPOSIZIONE PER LO STARE IN DISPARTE, NEL PROFONDO DELLE FORESTE E DEI BARATRI, SCANDENDO L'INCALZARE TRAGICO DEL TEMPO.

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LO RICONOSCO, IMMOTO E SOLENNE, SI CELA SVELANDO LA TENSIONE NASCOSTA DELLE COSE, SCORGENDO UN MINUSCOLO TRATTO DI CIELO OCCHIEGGIANTE, INERPICANDOMI SU UNA ROVINA DI TRONCHI, PIETRISCO E TERRICCIO, I MIEI OCCHI STILLANTI SANGUE INSERITI A FORZA NEI FESSI DELLA ROCCIA.

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IL VANTAGGIO DELLA PERFETTA CONOSCENZA DEI LUOGHI, RICONOSCENDO LE FATTEZZE DELLA PERSONA EFFIGIATA IN NUDE PARETI TRA BAGLIORI DI FUOCO ED URLA PROVENIENTI DAL SONNO PROFONDO, IL CUI SOFFIO SILENTE CONFERISCE AD OGNI ELEMENTO LA PROPRIA FORMA ED ESSENZA PRIMIGENIA.

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MOTO SEMPITERNO NELLA SEMPITERNA STABILITA', SOLO QUANDO VACILLO STREMATO COLTO DA UN SUSSULTO FUGACE ED IMPROVVISO, OSTENTANDO CON OTTUSA VANITA' VESTIGIA ESUMATE OFFERTE IN PASTO ALLA LUCE, PERCOSSO DAL FREMITO ACCECATO DEI LORO SEGRETI.

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UN VOLTO ANTICO E FEROCE PENETRA IN ME RIAFFIORANDO COME SUTURA SANGUINANTE..

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MI ADOPERAI CON ARDORE, RIVIVENDO IL LUSTRO PRINCIPESCO DI UN TEMPO, SOSTENENDO UN DIALOGO SEGRETO E PROFONDO CON L'INVISIBILE, SCORDANDO LE VIRTU' MILLENARIE DEL SILENZIO E DEL LAVORO, RISCOPRENDO SALDI ANCORAGGI RIVELATORI NEI NOMI CHE TORNANO AD ASSILLARCI.

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FURIOSE RAFFICHE DI VENTO BATTEVANO ALLE FINESTRE, FULMINI URGEVANO NEL SORDO BRONTOLIO DEL TUONO, CHIAMATI AD ARDERE PER L'ETERNO, AVVOLTI DA FIAMME VIVIFICANTI, ACCOGLIENDO IMMOTI BAGLIORI PROVENIENTI DA BARATRI OSCURI.

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UNA FUGA DI MUTI LAMPI RITAGLIO' PER UN MOMENTO LE IMPOSTE, MOTIVANDO COSI UNA BRUSCA CONTRAZIONE DEL VOLTO, AFFIORA QUALCOSA CHE NON APPARTIENE AI CODICI NORMATIVI DEL SOCIALE MANIFESTANDOSI COME INGENUI E GROTTESCHI ECTOPLASMI PRIGIONIERI DEI LORO ABITI GALLONATI.

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PAVIMENTI SCRICCHIOLANTI SOTTO I NOSTRI PASSI, SONO LE ABITAZIONI MISTERIOSE DEL PASSATO, IN FRAGRANZE FUNEREE HA RAGGIUNTO L'UNIVERSALE, SVELANDO GLI ENIGMI DEL MONDO, SERRANDO OCCHI E MASCELLE PERCEPENDO IL DOLORE DI UNA TENUE SOPRAFFAZIONE.

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ALTERO E DETERMINATO IN LENTO INCEDERE FELINO, DENOTA CHIARAMENTE UN CARATTERE FERMO E RISOLUTO, FACENDO PIEGARE L'APPARENZA TRASCENDENDOLA.

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DAVANTI ALLA MASSA BRUNA E FUNEREA, NEL BIANCORE IMMACOLATO, TRA CORPI POSSENTI PIEGATI DAL BUIO, NELLA NOTTE CHE RIDISEGNA DESIDERI, RISUCCHIANDO MASSE INFORMI, NELL'ASSENZA D'OGNI SUONO, TUTTO ESORTA AL SILENZIO, MI HA SORPRESO IMMOBILE, NON ADDORMENTATO.

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MI DESTO' DA UN BREVE ASSOPIMENTO, NELL'INESAUSTO CANDORE DI QUESTA NOTTE, TRA UNA FUMATA SCOMPIGLIATA DAL VENTO E IL SINISTRO CIGOLIO DELLA PORTA APPENA ACCOSTATA.

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QUANDO LA LUCE ACCENNA A DECLINARE, VELANDO IL FONDO AUTENTICO DELLA SUA PASSIONE, ATTANAGLIANDO CON FORZA LE VESTI SDRUCITE, IN LUOGHI SELVAGGI E DISCOSTI DALLE GRANDI STRADE.

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PREZIOSO E MINACCEVOLE EQUILIBRIO, SILENZIO ASSOLUTO E FUNESTO, SARO' NELLA CONDIZIONE DI POTERTI RACCONTARE TEMPESTIVAMENTE I FATTI COMPIUTI, LUNGO RIPIDE STRADINE SU CUI INCOMBONO MONTAGNE MAESTOSE, INCROCIANDO ESPRESSIONI FURIOSE, COLME D'ACREDINE AL COSPETTO DEI SUOI MOTI INCONTROLLATI E AL SUO FRASTUONO DISPENDIOSO.

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IL FULGORE DELLA LUCE SUGLI ALBERI DELINEA I TRATTI INCERTI DEL SUO PROFILO STORNANDO PER UN ATTIMO GLI OCCHI DISTRATTI DALLO STORMIRE DI FRONDE E FOGLIE PERCOSSE DAL VENTO, DISPARVE SILENZIOSAMENTE COME INGHIOTTITO DALLA PARETE PER RICOMPARIRE INOPINATO NEL SILENZIO DELLA NOTTE CHE ADDORMENTA I MIEI SENSI SFIBRATI.

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FISSAVA IL RIGUARDANTE, IN QUEL RITRATTO DALLE FATTEZZE CONTORTE, MENTRE DISTRATTO DAI SUOI VAGHI E RETICENTI DISCORSI VAGAVA SMARRITO CON LO SGUARDO OBLIQUO, ESTRINSECANDO RISPOSTE ASTRUSE ED AMBIGUE, CONSERVANDO PER SEMPRE IL RICORDO INCONSOLABILE DELLA CHIARITA' DI UN VOLTO UN TEMPO AMATO, RITROVANDO ORA COME ALLORA UN VISO GRINZOSISSIMO E ADUSTO.

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PATIREMO NELLE PRIGIONI DI FOTO ANTICHE RIMEMBRANDO NEBULOSI RICORDI DI AVVILENTI LEGAMI FAMILIARI

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PERMANENTE CERTEZZA DEL PASSAGGIO, DELL'EFFIMERO E DEL TRANSITORIO QUASI A VOLER OCCULTARE UN'ANTICA SUTURA IN CORPI CHE RICOMPONGONO LA LORO DIGNITA' RIAPPROPRIANDOSI DEI RITMI E DEI MOTI DELLA CITTA', IN LENTA IMPLACABILE EROSIONE NELLE ESTATICHE NOTTI DEL TEMPO, MENTRE UNA SORTA DI MALINCONIA MI PERVADE IN ISTANTI DI INDICIBILE GRAZIA.

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MAGNIFICARE LA VITA SUBLIMANDO IL PROPRIO DESTINO MORTALE, IN QUESTE TERRE DI ELEZIONE RITROVO UN CONTATTO PERDUTO, AVVERTENDO FREMERE LE COSE CELATE DALLA VARIAZIONE DELLE LUCI SBIECHE, RADENTI, VESTENDO IL MIO CORPO DI BAGLIORI REMOTI MENTRE LA MIA VOCE TUONA ATTRAVERSO LE PARETI .

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IL LENTO TORPORE EMANATO DALLE COSE E DAGLI ESSERI, FUNESTO NEL VOLTO COME NELLE MOVENZE INCERTE MI SCRUTO' CON OCCHI EMANANTI CUPO FURORE, MENTRE IL SANGUE IMPORPORAVA LE SUE GOTE, ZIGOMI SPIOVENTI SIMILI A LAME TAGLIENTI, CON SGUARDO INFUOCATO E MAGNETICO, CUPO, CRUCCIATO, AL CONTEMPO DOLCE E SMARRITO, ARRETRO SCHIACCIATO DAL SUO TURPE LIVORE.

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MILLE OCCHI SU DI ME SONDANO E INVADONO I MIEI SEGRETI.

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PERCHE' SOCIALIZZARE CONVINCE OGNI UOMO A PATTEGGIARE COL FIATO ALTRUI.

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IN PROFONDITA' COSMICHE POTREMMO ESPANDERCI, USCIRE DA SCHEMI PREFISSATI E DA DOGMI INSENSATI CHE PLASMANO E FONDONO IN ORO LUCENTE IDIOZIE CONCLAMATE ED ABIURATE, FINITE CHISSA' DOVE CHISSA' QUANDO.

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IN NOI GOVERNANO IMPULSI FORGIATI DALLA RAGIONE, SACRIFICATI IN ALTARI INSANGUINATI, AFFRANCATI DA CRONOLOGIE CHE SONO FOLLI ED ESTASIANTI MIRAGGI DI LUCI LONTANE.

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LA STORIA CI PERSEGUITA SONDANDO IMPIETOSA CIO' CHE RIMANE DEI NOSTRI MISERI RESTI; ASSURDE FRATTAGLIE DEI NOSTRI PENSIERI.

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NELLA NOTTE INCONTREREMO UN' ULTIMA VOLTA QUEGLI OCCHI SPENTI E CRIMINALI DAI QUALI RIAFFIORANO TUMEFAZIONI ED EMATOMI DELLA MENTE E DEL CUORE FERITO A MORTE. COSì COME ALLORA UN FLUSSO ATTRAVERSERA' IL RADO BOSCO FIN DENTRO IL GELO DI FORTI OSSA.

mercoledì 29 luglio 2009

Sull' opportunità o meno di salire o scendere dalle scale

Ne avevano già discusso diffusamente senza darsi pace o concedersi alcuna tregua dopo estenuanti quanto infruttuose consultazioni sull'opportunità o meno di salire o scendere dalle scale anche quel giorno, avendo egli manifestato una smania eccessiva ed un desiderio sospetto quanto pericoloso.
Come al solito era intento a frugare nervosamente dentro la tasca sinistra dei suoi lisi pantaloni alla ricerca spasmodica di non si sa cosa con la fronte infestata da minuscole gocce di sudore e gli occhi feriti dalla vivida luce diurna.
Era stato appurato all'unisono che salire o scendere dalle scale quel giorno era inopportuno, mentre lui, come fosse caduto preda di un'insopprimibile compulsione, frugava e rifrugava dentro la tasca tergendosi la fronte spaziosa simile ad uno sconfinato deserto salato.
Persone affidabili lo avevano avvisato...ma lui nulla...ostinato ed impermeabile a quelle esortazioni si apprestava a compiere tale azione senza badare agli ammonimenti palesati da quei distinti signori :" Non salga o scenda dalle scale della cantina quest'oggi...è pericoloso...non lo faccia assolutamente ".
Inizialmente sembrava dar loro credito annuendo ma al contempo sbeffeggiando i loro moniti ostentando uno sciocco e sprezzante sorriso, mentre, come al solito, era intento a frugare dentro quella sua sozza tasca alla ricerca...di non si sa cosa.
Non lo si poteva biasimare essendo egli vittima non solo della sua cattiva coscienza ma anche preda di un'insopprimibile noia che lo perseguitava come un tarlo interiore e dalla quale stentava ad affrancarsi pur cercando di dominare la sua mente sottraendosi al vuoto incolmabile che scandiva ogni atto di quella sua vita assurda.
Lo aveva pianificato indugiando sul bordo della vasca da bagno arossandosi la natica destra sfoggiando un'espressione trionfante dalla quale traspariva una nebulosa impercettibile disperazione; sull'opportunità o meno di salire o scendere dalle scale se ne era già dissertato abbondantemente ricordi? Ora arrangiati... fa come ti pare.
Anche lei si era prodigata nell'intento di intaccare quella sua cocciutaggine, redarguendolo come può fare una madre col figlio debosciato, guardandolo dritto negli occhi senza dargli tregua incalzandolo col fine di scoraggiarlo :" Una volta sceso dalle scale non sarai più nella condizione di tornare in te...cadrai vittima di una prostrazione tale da sottrarti alla tua volontà ".
Quale volontà? Pensava con diffidenza e sarcasmo " Non sono mai stato una cima...non ho mai desiderato perseguire costantemente alcun impegno con risolutezza...me ne frego io..." si rassicurava così il fesso tornando a frugarsi in tasca con la mano sudata; ma cosa cercava mai? Col volto gonfio e scarlatto percepiva un certo orrore nel contemplare la propria bruttezza impietosamente incisa sulla superficie dello specchio ubicato nel fondo della sua angusta camera da letto.
Giunto alla meta agognata qualcosa sembrava essersi insinuato sotto i suoi piedi; un fuoco invisibile si era acceso nel mezzo di quel gelo assoluto, le fiamme lo avvolgevano ammantandone il corpo, ma lui sembrava non temere nulla...senza indugio aveva preso possesso dello spazio circostante dove mille occhi neri come la notte sondavano voracemente ogni anfratto del suo corpo.
Lo sciagurato ostentava indifferenza...uno scellerato di tal fatta non teme nulla...uno scellerato pensa solo a tergersi la fronte ingombra di minuscole goccioline simili a piccole pietre preziose.
Dopo aver intrapreso quel suo percorso scendendo le scale verso l'oblio eclissarono le speranze coltivate in anni ed anni di vani tentativi intrapresi nel perseguire ambizioni stereotipate ( soldi successo status donne) o affannandosi alle prese con le sue tasche invase dal palmo della mano segnata da infiniti percorsi...ogni strada sembrava deformarsi infrangendo l'orgoglio per mirare alla mediocrità.
Gocce salate solcavano come il letto di un fiume gli zigomi spioventi scendendo per poi infrangersi a contatto col suolo...piccoli laghi generati da una subdola essenza umana...risiedeva in questo la sua forza? Cosa sarebbe accaduto? Lo hanno avvertito...ora sono solo affari suoi.
Primo incontro con i volti del passato; presenze ostili ti hanno mortificato schiacciandoti col loro disprezzo svilendo ed insabbiando la tua essenza.
Ora volgi il volto al soffitto per sfuggire a qualcosa che prima cercavi con ostinazione; è svanito il vile coraggio? Il monito lanciato ha ora tessuto la sua tela.
Sprofondi dentro la tasca di quei tuoi larghi vestiti; seno o vagina? A quale metamorfosi ti sei assoggettato? Poco importa.
Sull'opportunità o meno di salire o scendere dalle scale ti sei ricreduto? Sei ancora deciso a portare a coronamento i tuoi insani propositi?
Salire o scendere...senza soluzione di continuità...ossessioni reiterate mentre il vuoto interiore si estende oltre un limite valicato...frugando febbrilmente dentro le tasche alla ricerca di un frammento di te...dei tuoi occhi...della tua diafana pelle.
Un vortice attorno...mani simili a tagliole pronte a serrarsi...allontana questo volto ferito da righe parallele di lacrime traccianti profonde suture...scendendo o salendo le scale questa è la soluzione a tutti gli enigmi?
Sull'opportunità o meno...mio caro...di salire o scendere le scale...con quanta passione discutere ancora di questo...ne consegue un ragionamento logico...una conclusione razionale...tra volute di fumo e mani mordaci che affondano divorando il tuo corpo.

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