giovedì 16 giugno 2011

IN QUELLA ZONA NASCOSTA

Si trattava di elaborare un nuovo progetto.
Fissando coordinate chiare e precise.
a scanso di equivoci si doveva seguire un percorso orizzontale, in terra sconsacrata, lontani da superstizioni e rituali atavici, dove la ragione alberga in cuori saldi e sicuri.
per non degenerare nella barbarie, immaginando entità ostili naufragare in lidi lontani.
Riconoscendo un'identità vilipesa, sottratta allo sguardo di chi ha occhi profondi.
Rimembrando infauste nenie d'amore.
riconoscendo nel proprio sguardo la rude fatica; un percorso interrotto verso l'oblio di tramonti incompiuti.
Cercando nel proprio spettro la sagoma grottesca del declino.
Ritorna a me, sotto mentite spoglie, ricordando i bei tempi passati.
quando si era irrisolti ma pregni di illimitata felicità.
E si guardava al futuro con fiducia.
Cercando ancora...ancora una volta lontano da qui.
Precipitando nel baratro di vuote parole.
Farneticando sotto la luce lunare che avvolge trasformando ogni cosa.
Cercherò di sfuggirti, perchè sai...è dura anche per me.
Tu non lo crederai ma tenevo davvero a te.
Non importa quanto la mediocrità possa condurre ad un mortale benessere.
Sarò io a muovere tutto condizionando la vostra esistenza.
Accecandovi con la luce vibrante del mio spettro irriverente. Un ghigno sinistro echeggierà lungo i disadorni corridoi della vostra misera casa.
E ricorderò con vivezza le banali ambizioni che albergavano in me durante l'infanzia.
Sognavo di diventare un'aitante robusto cosmonauta dal fare deciso, pronto a sfidare le galassie infinite.
Oppure affrontare con coraggio gli abissi marini.
Vivere in un eden paradisiaco.
Ma poi avvolto da fiamme impietose ho rivolto lo sguardo verso un cielo vuoto e silente, dove solo la disperazione trova il giusto coronamento. Mai più potersi cimentare in qualcosa di alto e supremo.

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